convinced myself, i seek not to convince.
_edgar allan poe, berenice_
e' mezzanotte e ha appena finito di tuonare in quel di ubud. e' tornata anche l'elettricita' che oscurava il paese dal tramonto. nelle strade in centro si mangia a lume di candela sulle verande dei ristoranti, tra una galleria d'arte e una spa; il vento sbatte le foglie di banano e i grilli si fanno notare. domani si spingeremo a nord dell'ultimo grappolo di case, nei campi tra le risaie verdissime.
dopo un viaggio snervante di 16 ore per coprire una manciata di chilometri tra java a bali, nella notte siamo arrivati a kuta, via denpasar. centinaia le sigarette aspirate sugli autobus, i questuanti evitati e le soste non programmate affinche' l'autista facesse uno spuntino ogni 20 minuti.
quindi questa mattina abbiamo steso il telo sulla sabbia bianca, a kuta beach, e chiuso gli occhi sotto il sole. tempo cinque minuti e il primo venitore di gelati si e' materializzato. poi una massaggiatrice, poi il venditore di cianfrusaglie, poi..
sia solo che surabaya non impressionano, se non per la gran quantita' di scarafaggi e topi nelle strade. stamane abbiamo visitato veloci lo zoo di surabaya per vedere da vicino i draghi di komodo, visto che difficilmente ci spingeremo fino a komodo, appunto. verso le 9 del mattino, lo zoo si e' riempito di migliaia di famiglie che gettavano ogni tipo di cibo nelle gabbie e vociavano allegre.
ora andiamo a cercare un autobus che ci porti nel cuore di east java, alle pendici del gunung bromo.
ci siamo svegliati con i canti dei muezzin prima dell'alba stamane, in quel di yogyakarta. uscendo dall'albergo la citta' era stranamente silenziosa: erano tutti nelle piazze del centro a pregare rivolti a la mecca; migliaia di fedeli chinati su fogli di giornali stesi sui prati e sul cemento. e' l'inizio del eid al-adha o festa del sacrificio. si sgozzano vacche, pecore e quadrupedi vari intorno alle varie moschee della citta', poi la comunita' si organizza per squartare gli animali, disossarli e mettere porzioni di carne nei cestini da distribuire ai piu' bisognosi. tutto molto ben organizzato, dall'uccisione del bovino con un taglio alla gola alla democratica divisione del cibo operata da decine di donne velate. ci hanno invitato a seguire ogni parte del processo, con le mannaie in mano, i vestiti imbrattati di sangue e il sorriso gentile tipico degli indonesiani. poco garbatamente abbiamo poi rifiutato il cadeau di quattro zampette di pecora.
verso mezzogiorno il cielo si e' coperto di nubi, i mercati hanno aperto i battenti e in treno siamo arrivati a surakarta, che per qualche strana ragione viene chiamata solo.
ascendere (rigorosamente in senso orario) alla sommita' del tempio di borodubur sotto il sole cocente e' cosa ardua. si comincia dalla base ad est, dove i rilievi nei massi dipingono una societa' lussuriosa e peccatrice, poi si sale sulle terrazze (sei quadrate, tre circolari) girando intorno a pannelli popolati di animali, barche, musici, re e guerrieri. mano a mano che ci sia avvicina al nirvana si susseguono le statue di buddha seduti in nicchie a guardia della struttura e i rilievi si popolano di figure gentili. le terrazze circolari ospitano un numero decrescente di stupa circolari che racchiudono altre statue di buddha. si dice che toccare le dita del buddha spingendo il braccio attraverso i fori tra i massi che proteggono le statue, sia di buon auspicio.
la vista dalla terrazza dell'ultimo stupa spazia meravigliosamente tutt'intorno: campi, foreste, risaie e, a ovest, il massiccio cono del gunung merapi.
lungo i binari della tratta jakarta yogyakarta vivono decina di migliaia di indigenti, per terra, tra monti di spazzatura e una lamiera per ripararsi dalla pioggia. a ogni passaggio a livello centinaia di moto attendono compatti l'alzarsi della barriera. entrando nel profondo di java, il paesaggio si fa verde delle terrazze coltivate a riso, con i contadini dal cappello conico che arano i campi dietro i buoi. attraversiamo fiumi grigi e tratti di giungla in un cielo plumbeo. il treno arriva in perfetto orario a yogyakarta, dove veniamo salutati dai soliti "hello mister"..
jakarta, soprannominata "the big durian", in effetti non manda buon odore; una megalopoli sovraffollata che si estende dal litorale nord dell'isola di java, fino a parecchie decine di chilometri a sud, inglobando poco alla volta altre cittadine e villaggi.
il monumento nazionale, nel gigantesco spiazzo in "centro" citta, e' una colonna in presunto marmo italico, alta 130 metri, con una fiamma dorata in cima. oggi, domenica, la gente bivacca, gioca, mangia nei giardini intorno al monumento. la gigantesca moschea istiqlal al lato dello spiazzo e' invece popolata da bambini delle scuole islamiche vestiti di bianco e vocianti. i turisti pare non possano girovagare liberamente, ma una solerte guardia mi scorta all'interno dietro il pagamento di una mazzetta.
tutto il mondo e' paese, indonesia compresa.
volkswagen annuncia oggi l'investimento di 26 miliardi di euro in tre anni per la creazione di nuovi modelli e la costruzione di innovativi impianti di produzione. conclusosi anche l'acrimonioso takeover di porsche, dopo anni di colpi di scena.
a torino, invece, gli eredi fiat, guidati dai grandi vecchi, cercano un modo per uscire dall'industria; per controllare la fiat mantenendo il 30% hanno preferito magheggi finanziari che li hanno portati in tribunale. hanno ripescato "exor", una scatola cinese parcheggiata in lussemburgo, e hanno rimestato nei suoi forzieri. poi l'hanno fusa con ifi e ifil, creando una nuova cassaforte; un gioco di prestigio a costo zero per il borsellino dell'immensa famiglia che vive, poco illuminata, solo per staccare cedole e invocare ennesimi aiuti statali.
se gli azionisti di riferimento avessero messo qualche soldo sul tavolo, forse avrebbero potuto trarre vantaggio dalla (passata) crisi di GM e prendersi opel. la commedia tedesca e' finita in pagliacciata ma un anno fa la fiat aveva una chance che si e' lasciata scappare per il tepore di una dinastia ormai troppo liquida per stare insieme. tesori segreti dell'avvocato e magagne varie a parte, pensano a comprare una finanziaria come fideuram, mentre l'azienda lasciata loro in eredita', per trovare risorse si rivolge al mercato emettendo bond con interessi del 9%, altissimi nel momento in cui le banche centrali tengono i tassi tra zero e 1%. per non parlare dell'abnorme indebitamento raggiunto, sorvegliato molto speciale.
l'aeroporto di abu dhabi vive di notte, con la ressa alle entrate dei gate perse tra i meandri dei duty free, a mo' di gigantesco souk. l'atrio principale e' un "fungo" su due livelli, rotondo e piastrellato di verde e azzurro.
in attesa dei transferimenti la gente bivacca, prega e rumoreggia in decine di lingue diverse.
a new conservative children's book titled "help! mom! the radicals are ruining my country!" prominently features nancy pelosi as an evil villain. author katharine debrecht, a regular opinionist on FOX news, explains:
"when nancy pelosi was elected speaker of the house all we heard was how wonderful it was that a mother and grandmother rose through the ranks to such a position. in reality, that mother and grandmother has played an enormous role in ensuring that our children and grandchildren are shackled with debt for decades to come".
to kick off "geography awareness week", "national geographic" asked all the senators in congress to draw their home states freehand. senators: can you draw your state?
un elemento comune lega gli interventi piu' veementi di 42 deputati (22 repubblicani e 20 democratici) che si sono opposti alla riforma sanitaria voluta da barack obama: sono stati scritti dai "ghostwriter" di una societa' di lobbyng assoldata dalla "genentech", compagnia di biotecnologia sussidiaria del gigante farmaceutico svizzero roche.
già le relazioni tra amministrazione USA e la svizzera non sono molto felici, negli ultimi tempi; questa notizia non fa che peggiorare la situazione.
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